La serata procede tranquilla, Adam si scopre a guardare Eva più spesso di quanto dovrebbe e la ragazza spesso ricambia le sue occhiate anche se siede in braccio a Russel.
A un certo punto Eva va in cucina a preparare il caffè e passando sfiora la mano di Adam, appena fuori dalla vista di Russel, gli manda un bacio furtivo.
Adam la segue con lo sguardo e lei gli sorride.
In quel momento si sentono colpi secchi alla porta.
“Detroit Police Department! Aprite subito!”
Russel balza in piedi e butta la pistola sotto una sedia, Eva prende la cocaina e si chiude in bagno.
La porta viene sfondata e gli agenti entrano.
Buttano per terra Russel e lo ammanettano, quindi entrano in bagno e trascinano fuori Eva.
Nessuno sembra intenzionato a arrestare Adam ma lui si fa avanti porgendo i polsi e i poliziotti portano via anche lui.

11 - POLIZIA

La serata procede tranquilla, Adam si scopre a guardare Eva più spesso di quanto dovrebbe e la ragazza spesso ricambia le sue occhiate anch...

Il rumore dello scotch che si strappa è l'unico suono che si sente nella cucina della villa più bella di Thilgman Road, rialzata rispetto al manto stradale e circondata su tre lati da un folto boschetto. O'Donnell afferra un pennarello, scrive il numero di buste che ha riposto all'interno della scatola, afferra la confezione e la impila sopra ad altri scatoloni già pronti. Nonostante abbia quasi sessant'anni, è ancora un uomo energico, con i muscoli al posto giusto e lo sguardo intelligente di chi sa muoversi nel mondo.
Quell'idiota crede di essere ancora in Vietnam pensa, piegando un nuovo cartone ed iniziando a infilarci dentro svariate bustine piene di cristalli. Se il suo banco dei pegni non fosse ad un tiro di sputo dalle scuole...
I suoi pensieri vengono interrotti dal rumore della porta che sbatte. O'Donnell chiude in velocità i lembi dello scatolone e allunga una mano sotto al tavolo, dove è nastrata una pistola.
"Eccoti qui!" esclama Jenny entrando in cucina. L'alone di profumo che emana riempie velocemente la stanza, coprendo gli odori dei solventi che ormai impregnano i mobili.
"Cosa ci fai qui?" chiede l'uomo, contrariato dalla distrazione. "Non devi andare a preparare il pranzo a tuo marito, che putacaso, è anche mio figlio?"
"Preparare il pranzo per Rick?" esclama la donna con una risatina. "No, no... come al solito pranzerà fuori. E poi mi sono appena fatta le unghie, non vorrei mai si rovinassero" aggiunge, sventolando le dita per asciugare lo smalto.
"Ovviamente, come ho fatto a non pensarci?" sbuffa O'Donnell, scuotendo la testa.
"Tu, piuttosto, cosa stai combinando? Cosa sono tutte queste bustine?" chiede Jenny, osservando incuriosita il cumulo che sporge tra gli scatoloni ed afferrandone una con la punta delle dita, ben attenta a non sfiorare nulla con le unghie.
Il vecchio allunga fulmineo una mano e gliela strappa di mano. "Detersivo, è solamente detersivo" esclama con un sorriso tirato, rimettendo la busta insieme alle altre.
"Detersivo? Ma non vendevi auto? Hai deciso di cambiare lavoro?" chiede Jenny, fissandolo negli occhi.
"La prima regola per il successo è diversificare il business!" ribatte pronto O'Donnell, sostenendo il suo sguardo.
"Se lo dici tu..." sospira lei, piegando di nuovo i gomiti e tornando ad agitare le mani.
Lo sguardo dell'uomo si sofferma sulle dita, lunghe e aggraziate, su cui spicca il velo di smalto rosso fuoco. Poi il suo occhio attento nota la mancanza di un particolare. "Che fine ha fatto la tua fede, Jenny? Ricordi cos'ho detto quando vi ho sposato? Finché siete sposati non dovrai mai..."
"... togliere quest'anello" completa lei la frase con un sospiro. "Certo che me lo ricordo! Solo che si era opacizzata e l'ho portata a far lucidare" esclama Jenny, poi esplode in uno sternuto.
"Questo detersivo ha un odore decisamente forte" borbotta, poi apre la borsetta ed inizia a frugarci dentro alla ricerca di un fazzolettino. 
"E... quella?" chiede O'Donnell, colto di sorpresa. "Da quando in qua giri con una pistola?"

07 - DIVERSIFICARE GLI AFFARI

Il rumore dello scotch che si strappa è l'unico suono che si sente nella cucina della villa più bella di Thilgman Road, rialzata ris...

Todd osserva le pale del ventilatore che ruotano lentamente, creando un disegno psichedelico pieno di luci e colori di fronte ai suoi occhi. Nonostante questa mattina abbia aperto addirittura alle nove, un record per lui, non si è ancora fatto vedere manco uno straccio di cliente. Non importa, la sua cara amica metanfetamina gli sta tenendo ottima compagnia.
Il trillo acuto del telefono scuote il veterano dal suo trip. Dopo aver tentato di afferrare un paio di volte senza successo la cornetta, riesce ad ottenere la giusta coordinazione occhio-mano ed a rispondere. "Quick Money Pawn Shop al suo servizio! Cosa vuole impegnare o vendere?"
"Todd, sono O'Donnell".
"Buongiorno, capo! ... è ancora giorno?" chiede Todd, osservando la finestra per capire se il sole è ancora lì o se ha lasciato il posto alla luna.
"Dovresti smetterla di consumare la roba che produco, non giova agli affari".
"Non si preoccupi, O'Donnell. Sono lucido e reattivo! La sua ottima meta mi serve solo per non pensare ai fottuti Charlie".
"Non sei più in Vietnam, Todd, quante volte devo dirtelo?"
"Sì, giusto. Che le serve?"
"Ho riempito il furgone con il nuovo carico di meta, un sacco di buste pronte e confezionate per la vendita. Te l'ho lasciato al solito posto, tra gli alberi di Hickory Terrace. Sai cosa fare".
Todd strabuzza gli occhi, poi si volta a guardare il calendario. E' venerdì. E lo sceriffo non si è ancora fatto sentire per quel cavolo di problema; questo vuol dire che il deposito ha ancora i sigilli.
"Ecco, O'Donnell... a proposito del carico, ci sarebbe un piccolo problema..." inizia a dire il veterano, ma viene zittito dalla possente voce del suo interlocutore.
"Non ti pago per farmi raccontare i tuoi stupidi problemi, Todd" tuona il boss della droga. "Ti pago, e profumatamente se non erro, per risolverli".
Il veterano apre la bocca per parlare, poi decide di rimangiarsi la risposta. Anche sotto l'effetto della meta il suo cervello capisce che con O'Donnell è bene non discutere. "Tutto chiaro".
"Bene, ora sbrigati a trasferire la merce" sbotta l'uomo.
La linea viene interrotta prima che Todd possa replicare.

Todd raggiunge Hickory Terrace e si incammina tra gli alberi e gli arbusti. Il furgone bianco, con il logo blu di una sconosciuta compagnia di trasporti fallita qualche anno prima, è fermo sotto un cumulo di frasche, proprio come ha detto O'Donnell.
Il veterano si siede al posto di guida, estrae una bustina, riempie una pipetta di vetro e scalda il fondo con il suo vecchio zippo. I pensieri nella sua mente iniziano a farsi nebulosi.
Dato che non posso entrare nel deposito, devo trovare un altro posto pensa Todd, avviando il motore e dirigendosi tra i sobbalzi verso la strada. Giriamo un po' a caso, prima o poi mi verrà un'illuminazione!

06 - NON TI PAGO PER PENSARE

Todd osserva le pale del ventilatore che ruotano lentamente, creando un disegno psichedelico pieno di luci e colori di fronte ai suoi oc...

Adam lavora per 12 ore filate, svuotando i bagni chimici dei Greyhound e pulendoli.
Decine di contenitori di plastica pieni di liquami.
Pulisce gli autobus trovando di tutto, cibo avanzato, bottiglie di birra rovesciate, preservativi usati, fazzoletti sporchi, resti di vomito.
A sera è esausto.
Si fa una doccia negli spogliatoi e esce nel buio.
Fuori c’è un uomo che lo aspetta.
Appena Adam si avvicina tira fuori il distintivo.
“Signor Adam, abbiamo bisogno di lei”.
Merda, non sono andato a firmare!
“Si, non sono passato a firmare ma ho dovuto lavorare tutto il giorno”.
L’uomo non lo ascolta nemmeno.
“Abbiamo visto che lei ha frequentazioni interessanti”.
“Cosa intende?”
“Teniamo d’occhio l’appartamento dove lei ha passato la notte”.
“Per quale motivo?”
“Perché stiamo cercando di incastrare il protettore della prostituta che lo occupa, un certo Luciano, sospettato di traffico di stupefacenti”.
“E io che c’entro?”
L’uomo tira fuori una busta di cocaina.
“Lei deve nascondere questa nell’appartamento di Eva quando Luciano è presente”.
“Non farò una cosa simile”.
“La farà eccome oppure perderà il lavoro e sarà incriminato per essere un latitante in un caso di aggressione”.
"Eva è una prostituta, non ho soldi per andare da lei".
Il poliziotto tira fuori un centinaio di dollari e glieli porge.
"Ora non hai scuse".
Adam lo guarda storto, poi prende la bustina e si soldi e se ne va.
Piuttosto che aiutare i maiali mi metto con Luciano.

8 - DROGA

Adam lavora per 12 ore filate, svuotando i bagni chimici dei Greyhound e pulendoli. Decine di contenitori di plastica pieni di liquami....

Adam torna al deposito di autobus.
Merda sono al verde, dovrò accettare quel lavoro schifoso, sempre che mi vogliano ancora.
Individua l’uomo del giorno prima.
Quando gli si avvicina l’uomo fa un passo indietro spaventato.
“Sei tornato per picchiarmi” balbetta.
“No, sono venuto per accettare il lavoro, scusami per ieri”.
Il viso dell’uomo si fa cattivo.
“Il lavoro? Ma certo, pulirai gli autobus, sono 5$ l’ora”.
“Ieri me ne hai offerti 7$!”
“Ieri era ieri, oggi è oggi, inoltre sei schedato, chi altro ti assumerebbe? Prendere o lasciare”.
“Sono un reduce se mi assumi avrai degli sgravi fiscali, voglio 7$”
“Facciamo così, te ne darò 5 e ne investirò 2 in una polizza sanitaria di cui chiaramente hai bisogno, ultima offerta”.
“D’accordo” dice Adam e gli tende la mano.
L’uomo la guarda senza stringerla.
“Puoi iniziare subito, troverai quello che ti serve in quel casotto di lamiera”.

7 - LAVORO

Adam torna al deposito di autobus. Merda sono al verde, dovrò accettare quel lavoro schifoso, sempre che mi vogliano ancora. Individu...

Rick si chiude la porta alle spalle, getta le chiavi sulla grande ciotola di vetro che sporge dal mobiletto accanto all'attaccapanni e si dirige trascinando i piedi verso il salotto.
Jenny, seduta sulla poltrona con un giornale in mano, non alza nemmeno la testa per salutare il marito.
"Ciao, amore" sospira l'agente, osservando il buio oltre l'arco che conduce in cucina: il tavolo non è apparecchiato e non ci sono pentole sui fornelli. Accende la luce, apre il frigorifero e osserva la desolazione dei ripiani vuoti. Afferra una bottiglia d'acqua, si versa un generoso bicchiere e torna in soggiorno. Jenny ha richiuso il giornale e lo sta osservando con aria interrogativa, le sinuose gambe accavallate ed il piede che si agita appena.
"Che cos'hai, caro?" chiede la donna, battendo un paio di volte con la mano sul bracciolo per farlo sedere accanto a lei.
"E' stata una pessima giornata, amore" mormora Rick, bevendo una lunga sorsata ed appoggiando poi il bicchiere sulla mensola sopra il caminetto.
Un colpo di tosse fa alzare di scatto la testa all'agente, che si accorge di non aver utilizzato un sottobicchiere. Estrae un fazzoletto pulito dalla tasca e lo piazza sotto al bicchiere, quindi si volta verso Jenny, che ora lo osserva con un sorriso compiaciuto.
"Su, raccontami cosa ti cruccia" esclama la donna, battendo di nuovo sul bracciolo.
Rick si accomoda e le passa un braccio attorno alle spalle. "Mi spiace tanto, amore, non so cosa mi sia preso... sei bellissima e a volte la gelosia mi acceca".
"Grazie del complimento, tesoro" commenta la donna con un sorriso. "Ma di cosa sei geloso? O di chi?"
"Di te, amore. Ero convinto mi tradissi con lo sceriffo".
Jenny scoppia a ridere. "Questa è bella! Io e Rosco?"
"Sì, lo so che sembra stupido, ma sei venuta spesso a trovarmi in ufficio e ti ho visto parlare più volte con lo sceriffo..."
"Ti assicuro che io e Rosco non abbiamo una storia" sospira, scuotendo la testa e accarezzando la mano del marito. "Anzi, più sto lontano da lui e meglio è".
Rick osserva perplesso la moglie. "Perché? C'è qualcosa che devo sapere?"
"Forse non dovrei dirtelo, ma ultimamente l'ho visto un po' troppo spesso mentre giravo per i negozi. E' come se mi seguisse... una volta mi ha anche fermata e mi ha fatto delle strane domande".
"Che tipo di domande?" chiede Rick, vagamente agitato.
"Non ricordo bene, però mi ha turbato parecchio" risponde Jenny, abbassando lo sguardo. "Non è che potresti risolvere questa cosa per me? Non mi piace essere seguita".
"Certo, cara" esclama d'impulso Rick. "Vedrò di capire perché lo sceriffo ti perseguita".
"Grazie" ribatte Jenny, stampandogli un bacio sulla guancia. "Sapevo di poter contare su di te. Che ne dici, ora, se andiamo al ristorante? Ho voglia di pesce!"

05 - CONFESSIONI

Rick si chiude la porta alle spalle, getta le chiavi sulla grande ciotola di vetro che sporge dal mobiletto accanto all'attaccapanni...


Adam si sveglia di soprassalto, qualcuno bussa rumorosamente alla porta.
Eva si sveglia e lo guarda preoccupata.
Quindi va alla porta.
Un uomo corpulento entra nella stanza, veste dei jeans lisi e sporchi e una felpa dei Detroit Pistons.
“Sei indietro con l’affitto di due mesi” urla alla ragazza “O paghi o te ne ritorni in mezzo alla strada, puttana!”.
“Ti pago, ti pago” pignucola Eva “domani mi danno lo stipendio e ti pago, promesso”.
“Che cazzo di stipendio può avere una puttana?”
Adam appare nella stanza e l’uomo lo squadra.
Poi si gira verso Eva.
“Non puoi avere coinquilini, sono 10$ in più!”
Eva guarda Adam con occhi supplicanti.
Adam si fruga le tasche e tira fuori i suoi ultimi dieci dollari spiegazzati e sporchi.
“Tieni e adesso vattene” dice Adam e allunga i soldi all’uomo.
“Torno domani” borbotta lui e esce dalla porta.
“Grazie” gli sussurra Eva e poi gli sorride, è già di nuovo di buon umore.

6 - AFFITTO

Adam si sveglia di soprassalto, qualcuno bussa rumorosamente alla porta. Eva si sveglia e lo guarda preoccupata. Quindi va alla por...

Adam crolla sul divano del piccolo appartamento di Eva, osserva i muri scrostati e le macchie di umidità.
Abbandonati sulle sedie ci sono diversi vestiti buttati alla rinfusa.
Un pacco di preservativi è in bella vista sul tavolino, vicino ai resti di polvere bianca.
Eva riappare in camicia da notte.
E si siede a fianco a lui.
“Non vuoi dormire con me? Il letto è grande per tutti e due”.
“Sto bene qui”.
La schiena gli manda una fitta.
Guarda la ragazza.
“D’accordo”.
La segue in camera da letto, si toglie il giaccone, la felpa e le scarpe e si lascia cadere sul materasso.
Gli occhi si fanno pesanti.
 Eva continui a parlare.
“... piastrine militari? Anche un mio amico le ha, sei un militare?”
Ma Adam sta già dormendo.

5 - EVA

Adam crolla sul divano del piccolo appartamento di Eva, osserva i muri scrostati e le macchie di umidità. Abbandonati sulle sedie ci sono...

"Co... cosa?" esclama Rosco, drizzando la schiena e balzando sulla sedia. "La fede?"
"Proprio così, sceriffo... scusi un attimo... NO, QUELLO VIENE CINQUANTA PEZZI, PRENDERE O LASCIARE!"
Rosco allontana di scatto l'orecchio dalla cornetta per evitare di farsi distruggere il timpano dall'urlo del veterano.
"Cristo santo, Todd! Mi hai quasi assordato!"
"Scusi tanto. Cosa le stavo dicendo?"
"Stavi parlando della fede di Jenny O'Donnell".
"Ah, già. Vede, quella donna l'ha impegnata".
"Questo me l'hai già detto, idiota. Vai avanti".
"Non si scaldi, sceriffo! Comunque la donna ha scambiato la fede con una pistola".
Che diavolo ci fa Jenny con una pistola? pensa Rosco, strizzandosi gli occhi con le dita, poi stringe la cornetta fino a sbiancarsi le nocche. "Ora stammi a sentire, Todd. Te lo ripeterò solo una volta. Metti da parte quella dannata fede, nel pomeriggio passerò io a prenderla. E non dire a nessuno che ce l'hai, capito?"
"Nessun problema, capo!" esclama ridacchiando il veterano. "Ah, c'è un altro problema di cui speravo potesse occuparsi".
"Non voglio avere nulla a che fare con i tuoi casini" sibila Rosco.
"E' un favore per O'Donnell, non per me" chiarisce Todd, poi continua. "La piccola villetta in mezzo al bosco che usiamo come deposito..."
"Cristo, ragazzo, non voglio sentire i dettagli di quello che fate! Meno ne so, meglio è!"
"Quante storie, sceriffo! Comunque, ho appena ricevuto una lettera da parte della National Bank of America. C'è scritto sopra notifica di sfratto e dice che hanno messo i sigilli alla proprietà. Volevo chiederle se lei poteva risolvere questo piccolo casino. O'Donnell ci tiene, a quella villetta. Ok, forse tiene più a ciò che contiene..."
Rosco sprofonda nella sedia. Una roba semplice, aveva detto il vecchio. Tienimi lontano i casini e ti riempirò di soldi, aveva aggiunto. Ora quel facile guadagno fuori busta si stava rivelando un'immane rottura di scatole e, molto probabilmente, una gioia per la sua gastrite. "Ok, va bene. Lasciami qualche giorno per sistemare questo casino. Mi farò vivo io. E ricordati la fede!"

04 - DO UT DES, SCERIFFO

" Co... cosa? " esclama Rosco, drizzando la schiena e balzando sulla sedia. " La fede? " " Proprio così, scer...

Verso sera Adam entra al Last Hope, un fetido bar incassato tra due alti condomini fatiscenti.
L’interno è buio e fumoso, il pavimento coperto di segatura.
Adam si siede al bancone e guarda stanco il suo riflesso nello specchio polveroso della scansia dei liquori.
Il barista si avvicina.
“Un whisky” dice Adam.
L’uomo versa da bere.
“Conosci un certo Russel?”
Il barista non risponde.
Una giovane ragazza si avvicina a lui e gli sorride.
È molto truccata e indossa una minigonna scura e un top argentato.
“Vuoi un po’ di compagnia straniero?” chiede con voce cristallina.
“No”.
La ragazza si siede lo stesso vicino ad Adam e fa cenno al barista di lasciare la bottiglia.
“Mi chiamo Eva” dice e riempie il suo bicchiere e quello di Adam.
“Adam”.
“Adam e Eva, era destino che ci incontrassimo” dice la ragazza sorridendogli “e sai cosa hanno fatto Adam e Eva nel giardino dell’Eden no?”
“Ti ho già detto che non mi interessa”.
La ragazza non si da per vinta e posa una mano sul braccio di Adam.
“Cosa ti porta a Detroit?”
Adam non risponde.
La ragazza riempie di nuovo i bicchieri e riprende a parlare.
“Sei un bel tipo tu, misterioso, mi piace, magari dopo puoi fare un salto a casa mia”.
“Non mi interessa”.
La ragazza mette su un finto broncio mentre continua a riempire i bicchieri.
“Dove abiti?”
“Da nessuna parte sono appena arrivato”.

Dopo una mezz’ora di chiacchiere inconcludenti i due sono ubriachi.
“Almeno accompagnami a casa” dice la ragazza “è un brutto quartiere e io sono ubriaca”.
Adam cede.
“D’accordo ti accompagno a casa anche perché non ho un posto dove stare, ma voglio solo dormire, che sia chiaro”.

4 - LAST HOPE

Verso sera Adam entra al Last Hope, un fetido bar incassato tra due alti condomini fatiscenti. L’interno è buio e fumoso, il pavimento co...

È un fresco pomeriggio.
Adam esce dalla stazione di polizia, le accuse a suo carico sono lievi, è un reduce e la polizia ha chiuso un occhio, ma essendo un vagabondo gli viene dato l’obbligo di firma finché rimarrà a Detroit.
Una bella seccatura, ho fatto proprio una cazzata. 
Si stringe nel suo giaccone militare e si dirige verso la periferia, sa che Russel abita da quelle parti, non sa l’indirizzo preciso ma conoscendolo sarà in qualche bar.

3 - LA LEGGE

È un fresco pomeriggio. Adam esce dalla stazione di polizia, le accuse a suo carico sono lievi, è un reduce e la polizia ha chiuso un occ...

Quando la porta si chiude alle spalle di Rick, Rosco si lascia cadere sulla poltroncina deformata, che ha ormai preso la forma del suo fondoschiena. Il sedile in pelle emette un lamento stridulo, ma l'uomo non ci fa caso.
Quel ragazzo prima o poi mi farà venire un infarto pensa lo sceriffo, aprendo la scatola delle ciambelle e guardandone il contenuto. Dopo qualche secondo la richiude senza prendere nulla. E' un fessacchiotto, anche se suo padre non vuole ammetterlo... come ha fatto a non accorgersi che sua moglie gira senza fede da quasi una settimana? Quella donna sì, che se lo rigira come vuole!
Rosco afferra un fazzoletto da una tasca e se lo passa sulla fronte. I suoi pensieri si focalizzano sulla figura snella e sinuosa di Jenny, la moglie di Rick. Una donna del genere è di sicuro abituata a ricevere fischi d'approvazione quando passa per strada. Chissà come ha fatto quel fesso a sposarla... probabilmente i soldi del vecchio O'Donnell hanno avuto un fattore determinante nella faccenda.
I pensieri di Rosco ritornano alla fede, nascosta fino a pochi minuti in fondo al cassetto. Chiude gli occhi e risente nella testa la telefonata di Todd, il proprietario del banco dei pegni giù sulla Forest Hills Road, ricevuta una settimana prima...

"Buongiorno, sceriffo" esclama con voce squillante Todd. La voce è vagamente impastata ed il tono un po' troppo allegro per un lunedì. O il veterano ha fatto l'affare del secolo, oppure è di nuovo sotto effetto di metanfetamine.
Lo sceriffo propende per la seconda. Todd non gli è mai piaciuto: primo perché la sua pelle vira un po' troppo alla cioccolata, secondo perché lo tratta senza la dovuta deferenza, manco fosse un suo pari.
Rosco scaccia quel pensiero; in fondo quel coglione drogato lavora per O'Donnell, e il vecchio lo paga profumatamente proprio per tenere a bada i suoi agenti e per chiudere entrambi gli occhi di fronte alle sue attività. "Ciao, Todd" risponde secco Rosco. "Perché diavolo mi chiami in ufficio?"
"No, beh, ecco... volevo farle sapere una cosa, magari le interessa..." ribatte Todd abbassando la voce, ma senza nemmeno tentare di nascondere il tono divertito. "E' passata di qui Jenny O'Donnell, la moglie di Rick".
"Gestisci un locale aperto al pubblico, perché la cosa dovrebbe interessarmi? Magari era alla ricerca di paccottiglia a buon mercato!"
"Vede, sceriffo, è il motivo della visita che forse le interessa" continua Todd, senza perdere il buonuomore. "E' passata di qui per impegnare la sua fede".

03 - SOFFIATA VIA TELEFONO

Quando la porta si chiude alle spalle di Rick, Rosco si lascia cadere sulla poltroncina deformata, che ha ormai preso la forma del suo f...

Un uomo di mezza età si avvicina a Adam, è di corporatura minuta, con un cappotto leggero grigio topo, si frega le mani mentre fissa il nuovo arrivato.
“Mi sembri proprio in cerca di un lavoro, ne ho giusto uno che fa per te, siamo a corto di personale per pulire gli autobus, la paga è 6$ l’ora, che ne dici?”
“No, non mi interessa, anzi, ora devo andare”.
“Sei sicuro? Non ci sono molti lavori a Detroit c’è la crisi, inoltre il tuo biglietto valeva fino a Cleveland, hai viaggiato senza biglietto le ultime 180 miglia".
L'uomo si guarda attorno poi si avvicina a Adam con fare cospiratorio.
"Facciamo così, ti offro 7$ e chiudo un occhio sul biglietto scaduto, ma se rifiuti non mi resta che chiamare la polizia”.
Adam lo guarda male poi gli da uno spintone e corre via.
L’uomo cade sull’asfalto battendo malamente la testa e mettendosi a urlare.
La gente guarda verso Adam che corre.
Alcuni si frappongono tra lui e l’uscita.
Adam cerca di farsi largo a spintoni ma dopo pochi metri si trova davanti l’uniforme blu del DPD.

2 - OFFERTE DI LAVORO

Un uomo di mezza età si avvicina a Adam, è di corporatura minuta, con un cappotto leggero grigio topo, si frega le mani mentre fissa il n...


Detroit un qualche giorno primaverile del 2010.
Adam scende dal Greyhound che l’ha portato fin qui da Washington.
Tutto quello che possiede sono i suoi vestiti, qualche dollaro e le piastrine militari di quando ha servito in Afghanistan.
Detroit lo accoglie con file infinite di fabbriche chiuse e case abbandonate.
Per continuare il mio viaggio devo tirare su qualche soldo.
Inoltre ho tutta la schiena rotta per aver dormito su questo autobus schifoso, una buona dormita mi farebbe bene.
E a Detroit vive Russel, abbiamo servito insieme un paio di mesi, mi piacerebbe salutarlo.
Si guarda intorno, gli altri viaggiatori si spostano nella stazione degli autobus salendo e scendendo dai mezzi o sorseggiando il caffè delle macchinette.
È ora di combinare qualcosa.

1 - DETROIT

Detroit un qualche giorno primaverile del 2010. Adam scende dal Greyhound che l’ha portato fin qui da Washington. Tutto quello che po...

"Ma che cavolo stai blaterando, Rick?" si difende lo sceriffo, spingendo la schiena indietro ed afferrando saldamente i braccioli, nel vano tentativo di allontanarsi da lui. "Ti sembra che io possa fare una cosa del genere a te?"
"Adesso capisco perché mia moglie passava così spesso di qua! Era per vedere lei!" urla il giovane agente, gli occhi fuori dalle orbite.
"Ma sei scemo? Ti rendi conto di quello che dici?" ribatte Rosco, imporporandosi. "Guardami bene e usa quel cavolo di cervello che ti ritrovi!"
Rick scende con lo sguardo ed osserva con disgusto il corpo dello sceriffo, sudato e deformato dal grasso. Rosco si afferra l'addome prominente, lo scuote un po' e poi alza le mani. "Ti pare che una bella donna come tua moglie possa volere uno come me? Ho più pancia che fava, ormai!"
"E allora perché cavolo ha l'anello di mia moglie nel cassetto?" sibila Rick, socchiudendo gli occhi e guardandolo in tralice. "Me lo spieghi".
"Quell'anello fa parte di una partita di merce rubata che abbiamo recuperato" risponde Rosco, la fronte imperlata di sudore. "Ho letto la dedica, aspettavo che tua moglie passasse di qui per..."
"Rubata!?!" esclama Rick, sgranando gli occhi. "Jenny non mi ha detto nulla..." sussurra, mentre le spalle gli si curvano lentamente, liberandosi della tensione.
"Come ti dicevo, volevo parlarne prima con Jenny per evitare che qualche lingua lunga potesse fare delle supposizioni. Sai quanto veloci girano le voci, qui a Wilson".
Il giovane abbassa la testa e il suo volto si colora di un rosso acceso. A causa della stupida gelosia che gli ha offuscato la mente, ha mosso delle gravi accuse verso il suo superiore; in fondo, lui voleva solo proteggerlo dai pettegolezzi di una piccola città. Tradimento! Che pensiero idiota.
"Mi scuso per come ho reagito, sceriffo" balbetta Rick, chinando ancora più il capo. "Spero che non mi vorrà licenziare per quello che ho detto".
"Suvvia, ragazzo... hai usato parole pesanti, ma non è così grave" ribatte Rosco, accennando un sorriso. "La gelosia è una brutta bestia, lo so. E comunque non potrei mai fare un torto a tuo padre".
"Grazie, signore".
Lo sceriffo si alza, si avvicina e gli assesta un paio di pacche sulla spalla. "Ora vai a fare il tuo lavoro e non ti preoccupare. Jenny ti è fedele, te lo dico io".

02 - ACCUSA E DIFESA

" Ma che cavolo stai blaterando, Rick? " si difende lo sceriffo, spingendo la schiena indietro ed afferrando saldamente i brac...

Dopo l'ennesimo timbro, Rick O'Donnell chiude diligentemente il tampone per evitare che l'inchiostro si secchi. Il ventilatore muove un po' l'aria dell'ufficio, alzando gli angoli dei numerosi moduli impilati sulla sua scrivania. Il giovane agente di polizia si deterge il sudore con la manica, poi sbuffando afferra una decina di faldoni e si dirige a passo sospinto verso l'ufficio di Rosco.
"Posso entrare, sceriffo?" esclama Rick, spostando la mano dalla precaria pila di carta per bussare un paio di volte sulla porta.
"Entra pure, figliolo" esclama Rosco, addentando una ciambella.
Rick lancia un'occhiata alla bocca sporca di zucchero dell'uomo, quindi si dirige verso l'armadio delle pratiche evase. Sarà la quinta, questa mattina, e non sono nemmeno le dieci. Speriamo che il prossimo boccone gli vada di traverso, a quello stronzo.
"Cos'è tutta quella roba?"
"Sono i verbali che ho finito di catalogare, sceriffo! Sa che il venerdì mi occupo di sistemare il lavoro della settimana" risponde Rick, disponendo i vari documenti nei raccoglitori. "Ah, ho finito i moduli per le denunce. Può darmene un'altra decina?"
Rosco si guarda intorno, cercando con gli occhi i documenti in mezzo alle scartoffie sparpagliate sulla scrivania. Alza la scatola delle ciambelle, guarda le pagine macchiate d'unto che vi albergano sotto e poi riposa la confezione. "Qui non ci sono, ragazzo. Prova a chiedere a Beth, lei di sicuro ne ha".
"L'altra volta li ha pescati dal cassetto, sceriffo" esclama Rick, dirigendosi verso la scrivania e tirando uno dei pomelli. "Eccoli qui!"
Rosco si volta di scatto e cerca di chiudere il cassetto, non prima però che l'occhio dell'agente caschi sul piccolo cerchietto dorato appoggiato sul fondo.
"E questa fede, sceriffo? Troppo caldo per indossarla?" chiede Rick con un sorriso, afferrando l'anello e rigirandoselo tra le dita.
"No, non è..." inizia a ribattere Rosco, ma la frase gli muore in gola quando vede gli occhi di Rick soffermarsi sulla scritta all'interno.
"... Rick e Jenny..." mormora l'agente, il volto distorto dalla rabbia. Il suo sguardo si posa sullo sceriffo ed il suo palmo cala pesante sulla scrivania. Il colpo fa sobbalzare Rosco, che si ritrae d'istinto.
"Lo sapevo! Sapevo che i miei dubbi erano fondati!" urla l'agente, sputando goccioline di saliva sulla scrivania e sul pavimento. "Lei se la fa con mia moglie!"

01 - LA FEDE

Dopo l'ennesimo timbro, Rick O'Donnell chiude diligentemente il tampone per evitare che l'inchiostro si secchi. Il ventilator...

"Vorrei ancora domandarle un paio di cose Willy, come ha trascorso questi ultimi anni? Intendo com'è stata la sua vita dopo l'esperienza della guerra?"
"Ho ancora gli incubi la notte se è questo che voleva sapere."
"Sì ok ma più in generale?"
"Dopo essermi ricongiunto con la mia famiglia  trovai lavoro presso le imprese che bonificano e ricostruiscono i bunch distrutti o danneggiati, con la mia esperienza non ho avuto difficoltà ed ho persino fatto carriera. Sul piano politico  mi sono iscritto ad organizzazioni pacifiste internazionali su Side 3. In questi anni abbiamo manifestato molto per cercare di ricordare alla gente che cosa terribile sia la guerra e di portare un consenso sempre maggiore alla causa pacifista, il desiderio di pace poteva essere il collante necessario per riunire tutti gli esseri umani spazianoidi e terrestri. Pensavo, anzi speravo, che l'esperienza ravvicinata nel tempo degli orrori della guerra avrebbe permesso alla gente di non ricadere nella stessa spirale perversa che aveva portato alla "Guerra di un anno". Invece dopo pochi anni dalla fine del conflitto ci fu l'insurrezione degli irriducibili di Delaz, a cui seguì la spietata e criminale repressione del governo federale ad opera dei cosiddetti "Titani" e successivamente le guerre di Neo Zeon. Tutti questi eventi mi hanno fatto capire che spazianoidi e terrestri sono accomunati soprattutto dall'avidità, dalla sete di potere e dall'odio. Devo quindi ammettere che col tempo il mio entusiasmo è diminuito, ed è aumentato il cinismo."
"Però non ha mai smesso di credere e di cercare la pace."
"No, almeno la speranza mi è rimasta, poi è un dovere morale che ho nei confronti di mio figlio!"
"Già, comprendo ...  Ah, dimenticavo, che ne è stato dei suoi ex commilitoni?"
"Sophie rimase per un po' di tempo ad Axis servendo nelle forze armate, poi dopo un po' di anni anche lei lasciò l'esercito e tornò su Side 3 dove riprese a studiare all'università, si laureò ed ora lavora presso uno studio legale. Quanto a Probst, per quel che ne, so continuò la sua carriera militare, servì sotto Axis nei conflitti che seguirono, ma di lui non so altro, spero comunque che abbia trovato la sua strada."
"Beh, credo che questo sia tutto, direi che l'intervista è conclusa."
"E' durata meno di quanto mi sarei aspettato, vuole per caso fermarsi per cena?"
"Oh no Willy, lei è molto gentile ma ho un programma molto fitto e tra un paio d'ore ho uno shuttle che devo assolutamente prendere, però prima di lasciarLa mi fumerei ancora una sigaretta."
"Certo, faccia pure intanto Le chiamo un taxi."
"Molto gentile, grazie!"
"Senta Kai, adesso sono io che vorrei farle una domanda."
"Prego Willy direi che dopo averla intervistata per quasi tutto il pomeriggio è il minimo!"
"Anche lei è un reduce e durante l'intervista mi è venuta la curiosità di sapere, come ha vissuto gli anni che sono seguiti al conflitto?"
"Dopo la fine della guerra mi sono congedato, la vita militare infatti non faceva per me, considerando che sono stato costretto ad arruolarmi, ma sto divagando. Comunque dopo il congedo ho deciso di seguire una certa predisposizione per il giornalismo ed ho iniziato la carriera come freelance. Mi occupo di tutto quello che gravita intorno all'ambiente politico-militare, sfruttando qualche conoscenza nell'esercito e la mia grande faccia tosta: indago, faccio ricerche, ed intervisto chiunque abbia una storia da raccontare, denunciando poi all'opinione pubblica tutte le situazioni poco pulite. In questi anni non mi sono mai domandato esattamente il perchè stessi facendo tutto questo, ma ultimamente credo di aver capito che la guerra ha lasciato in me il desiderio profondo di giustiza soprattutto per tutte le vittime di questi inutili conflitti. Alla fine non ho mai smesso di combattere una mia guerra personale solo che ora uso una sola arma: la verità!"

17 - EPILOGO.

"Vorrei ancora domandarle un paio di cose Willy, come ha trascorso questi ultimi anni? Intendo com'è stata la sua vita dopo l'...

"Vedi Kai, il fatto che la moglie e la figlia di Dozle Zabi siano state evacuate su Axis subito dopo la caduta di A Baoa Qu è ormai un fatto storico accertato!"
"Certo, allora cosa sapevate voi della base asteroide di Axis?"
"Quasi nulla. Quando fummo raccolti dalla Gwazine, gli ufficiali avvisarono tutto l'equipaggio che la direzione ultima del nostro viaggio era questa misteriosa base di Axis. Ovviamente tutti cercarono di saperne il più possibile su questo luogo.Tutto quello che scoprimmo di Axis fu: che si trattava di una base mineraria situata su un asteroide, che si trovava tra Marte e Giove; praticamente dall'altra parte rispetto al fronte. Col passare del tempo era stata trasformata in una stazione di sosta per le nostre  navi che si recavano presso Giove, per approvigionare Zeon di helium-3, il combustibile per i reattori di navi e mobile suits."
"Una base miltarmente poco importante rispetto a Solomon ed  A Baoa Qu."
"Sì, e per questo motivo che fu scelto come nascondiglio dai lealisti di Zeon!"
"Quanto durò e come fu il suo viaggio?"
"Il viaggio durò all'incirca un mese, giorno più giorno meno, e fu decisamente tranquillo, sebbene non facessi più parte della forza combattente, venni comunque aggregato ai militari del corpo tecnico, in pratica, ai meccanici che avevano preparato ed armato il mio Zaku prima della fuga da A Baoa Qu. Erano bravi ragazzi, molto in gamba e mi trovai bene con loro, nonostante loro avessero scelto di continuare a combattere per il Principato,  non fui mai maltrattato e nemmeno emarginato. Dal canto mio mi diedi molto da fare in quei giorni, poichè la Gwazine sebbene uscita vittoriosa dallo scontro con le navi federali, era stata danneggiata."
"Anche gli altri soldati furono solidali con lei, nonostante la sua scelta fosse stata diversa dalla loro?"
"In linea di massima, sì. Ricordo che un giorno durante il viaggio venni convocato a rapporto dal Colonnello Char e dal Capitano Lackoc, durante quell'incontro mi venne detto che a prescindere dalla mia scelta di non continuare a combattere, ero ancora un soldato di Zeon e come tale la mia  condotta sarebbe stata giudicata da una corte marziale una volta giunto ad Axis."
"Nonostante le rassicurazioni di Lady Zenna?"
"Sì, Lady Zenna, mi aveva evitato una fucilazione sul posto, ma la mia situazione era ancora incerta."
"Cosa rischiava concretamente?"
"Beh Char e Lackoc mi spiegarono che grazie all'intervento di Lady Zenna avrei evitato la pena capitale, in ogni caso mi disse che, se fossi stato riconosciuto colpevole, avrei rischiato qualche anno di carcere ed il congedo con disonore."
"Certo che il carcere non era proprio una bella prospettiva per uno che aveva rischiato la vita per il proprio paese!"
"In fondo essere sotto le armi per me era già un po' come essere in prigione, per cui devo ammettere che la cosa non mi turbò più di tanto, o almeno non più di tutto quello che mi era accauto fino a quel momento."
"Come andò a finire?"
"Arrivammo finalmente ad Axis, lì scoprimmo che la base era molto piccola, anche se il comandante della base, il Generale Maharaja Karn stava facendo il massimo per ampliare la struttura coi pochi mezzi e personale a sua disposizione. Qualche giorno dopo il nostro arrivo venni convocato dal tribunale militare presieduto dal Generale Karn in persona. Il mio caso fu esposto dal Capitano Lackoc che descrisse i fatti in modo corretto e senza omettere nulla. Il Colonnelo Char parlò in mia difesa lodando il mio coraggio e quello dei miei due commilitoni Probst e Scholl arrivando anche a proporci per un encomio di squadra. Lady Zenna inviò inoltre una memoria in cui descriveva quei momenti e ringraziava tutti i soldati, me compreso, che avevano reso possibile la fuga sua e di sua figlia da A Baoa Qu. Quando toccò a me parlare, ribadii parola per parola quello che avevo detto a Lackoc nella cabina di pilotaggio del Komusai: non volevo più essere uno strumento di morte ed ero disposto a stare in galera piùttosto che continuare ad uccidere. Il generale ascoltò con attenzione tutto quanto, capii da come si comportava che non era un fanatico militarista, e, per mia fortuna, fu molto comprensivo; infatti considerò la mia condotta onorevole e mi congedò formalmente dall'esercito."
"Era finalmente fuori dall'esercito."
"Sì, ma ero di fatto trattenuto contro la mia volontà su Axis, vista l'incertezza sul futuro di Zeon.
Il generale Karn decise che Axis doveva rimanere nascosta, fino a quando almeno non avesse avuto la forza necessaria per potersi difendere da forze esterne. Per questo motivo i contatti persino con Side 3 erano ridotti al minimo indispensabile, a causa di ciò trascorsi ancora un paio d'anni su Axis, prima di poter tornare a casa dalla mia famiglia."
"Come trascorse il tempo?"
"Axis aveva bisogno di personale tecnico, per costruire, mantenere e riparare mezzi  e strutture, io sono un buon meccanico e quindi fui impiegato nel settore tecnico. Furono anni di duro lavoro che mi permise però di distrarmi, almeno un poco, dal dolore di essere lontano da casa."
"Non ha mai pensato che il fatto di non essere finito in prigione fosse stato dettato più da ragioni pratiche che non etiche o legali?"
"Sì, il sospetto mi è venuto più volte, lo ammetto."
"Come riuscì a ritornare a casa allora?"
"Dopo alcuni mesi, la politica di Axis nei confronti dell'esterno cambiò, nel frattempo la sua forza militare era aumentata ed era riuscita ad allestire una flotta consistente. Quando iniziarono le missioni strategiche-diplomatiche verso la Terra e gli altri side, io mi imbarcai clandestinamente su di una nave, grazie all'appoggio di alcuni amici che avevo nell'esercito."
"Magari con l'aiuto di qualche ex commilitone? A proposito che cosa era accadduto a Probst e Scholl?"
"Christoph e Sophie erano rimasti nell'esercito come piloti di mobile suit e vennero assegnati alla squadra comandata dal Colonnello Char con estrema gioia di Christoph. Per quel che riguarda la prima domanda invece non le dirò i nomi di chi mi aiutò, posso solo dirle che sono persone a cui devo molto!"
"Ok va bene, ed allora come arrivò a casa? Questo almeno può dirmelo?"
"Non appena raggiunta l'orbita della Luna, la flotta di Axis sostò presso la città lunare di Von Braun ed io sbarcai lì. Da Von Braun mi imbarcai per Side 3 su shuttle commerciali. Quando giunsi a Side 3 cercai la mia famiglia contattando amici, parenti e consultando i database pubblici, mi ci volle un po', ma li trovai e li contattai. Pensi Kai che quando li chiamai al comunicatore mio padre non mi riconobbe, per loro e per me l'emozione fu fortissima, credo che quella sia stata la prima volta che piansi di gioia dopo anni."
"Li raggiunse subito?"
"Dopo un viaggio di una settimana, tornai a casa e riabbracciai la mia famiglia, finalmente e definitivamente ero libero e a casa mia... ero ritornato!"

16 - AXIS!

"Vedi Kai, il fatto che la moglie e la figlia di Dozle Zabi siano state evacuate su Axis subito dopo la caduta di A Baoa Qu è ormai...