"Eravamo tre giovani reclute alla loro prima vera battaglia, che cosa potevamo fare? All'inizio perdemmo la testa a causa delle shock, ma per nostra fortuna avevamo avuto un buon addestramento e facemmo affidamento su quello che avevamo imparato per reagire alla situazione. Ci trovammo sotto attacco da parte di un incrociatore federale classe Salamis con 4 Rb 79 Ball di scorta, cercammo subito di sparpagliarci e di rispondere al fuoco: io ero l'unico ad avere un mobile suit dotato di arma pesante, quindi attaccai la Salamis. La colpii un paio di volte ma non riuscii a danneggiarla seriamente, nel frattempo Christoph e Sophie attaccarono i Ball distruggendone uno. Eravamo comunque in una situazione disperata, quindi cambiammo tattica, decidemmo di attaccare i restanti Ball in corpo a corpo, questo ci avrebbe garantito un doppio vantaggio: la Salamis non ci avrebbe sparato per non colpire i propri mezzi e noi avremmo sfruttato la superiorità dei nostri Zaku nel combattimento di mischia. Il piano funzionò, armammo le asce termiche dei nostri Zaku ed attaccammo: Sophie e Christoph distrussero quasi subito i loro avversari e così anch'io..."
"Tutto bene, vuole fare una pausa?"
"... No, ce la faccio... ce la faccio. E' solo che ricordo ancora la scena, nonostante gli anni: sfrecciai col mio mezzo verso il nemico, lo colpii con l'ascia termica squarciando la carlinga del suo Ball, che quasi subito esplose,  per un attimo la sagoma del pilota risaltò nel flash dell'esplosione e sono sicuro che udii nella mia testa l'urlo di terrore di quel poveretto. Fino ad allora quando sparavo avevo sempre la speranza che il colpo danneggiasse solo il mezzo, permettendo al pilota di fuggire, ma in questo caso non avevo dubbi: avevo ucciso quell'uomo, e questa consapevolezza ancora mi tormenta anche nei sogni."
"Quando si combatte per la propria vita non si ha tempo di provare dubbi o rimpianti, è capitato a tutti."
"Già.... comunque non appena i Ball furono distrutti la Salamis ricominciò a spararci addosso con tutte le batterie di cannoni ed i missili, eravamo ancora in grave pericolo, fu Probst a tirarci fuori da quella situazione; raccogliendo il bazooka dello Zaku del sergente Huber e  lanciandosi contro la Salamis riuscì ad evitare il fuoco di sbarramento e ad arrivare all'altezza del ponte di comando della nave, poi sparando col bazooka al ponte di comando della nave, la danneggiò gravemente . La Salamis iniziò a sbandare e ad andare alla deriva, non avemmo però tempo di gioire, un missile aveva infatti colpito lo Zaku di Sophie: non era un danno troppo grave ma il suo mobile suit era comunque malridotto, non poteva rimanere nel bel mezzo della battaglia. Mi sganciai dal  combattimento per fornirle assistenza e vista la momentanea calma, ne approfittamo per ripiegare cercando di richiamare Probst, che sembrava ancora intenzionato a combattere."
"Il suo commilitone rischiava di rimanere tagliato fuori e di venire accerchiato."
"Infatti, per sua fortuna un ufficiale a bordo di un Gelgoog, che stava passando in quel settore, notò la cosa ed andò ad ordinargli chiaramente di ripiegare col resto della squadra, fu la fortuna di Probst."
"Sa chi era quell'ufficiale?"
"No, non esattamente, Probst ci disse che costui si era presentato come Tenente Matsunaga e che pilotava un mobile suit bianco, quell'uomo si allontanò immediatamente dopo aver impartito l'ordine e non ci seguì. Probabilmente, stava cercando di radunare quanti più soldati possibile o forse cercava di coprirci durante il ripiegamento, non so. In ogni caso dopo esserci riuniti trainammo il mobile suit di Sophie, e ci allontanammo dalla zona del combattimento, muovendoci lungo la superficie dell'asteroide raggiungemmo finalmente l'entrata della docking bay numero 23."
"A questo punto avrei bisogno di prendermi una boccata d'aria, le va se usciamo un momento?"
"Certo, mi sembra un'ottima idea"

7 - RIPIEGAMENTO.

"Eravamo tre giovani reclute alla loro prima vera battaglia, che cosa potevamo fare? All'inizio perdemmo la testa a causa delle s...

Mario è alla linea, i telai scorrono veloci, i robot saldano senza sosta.
Ma Mario pensa ad altro.
Pensa a stasera quando cercherà di entrare nella porticina sotto il magazzino.
Alla fine del secondo turno si attarda salutando i colleghi.
Le mani sono sudate.
Si avvicina al bancone di lavoro, prende un grosso paranchino.
Aspetta ancora qualche minuto mentre le voci fuori si spengono nel cortile.
Esce.
Raggiunge il muro e scende le scale di cemento.
Pianta il paranchino e fa leva.
La porta cede e si apre grattando il pavimento in cemento.
Mario entra.
Attacca la luce del cellulare.
Mucchi di vecchi pezzi metallici, ricambi non più utilizzati.
Tira un telo bianco, sotto c’è un tornio degli anni ’60.
“Chi va là!”
Mario si gira, uno dei guardiani è sulla porta con una torcia puntata.
Mario prende il tesserino dalla tasca.
“Sono un dipendente, mi sono perso”.
Esce dal magazzino.
“Ma è impazzito? Quest’area è chiusa, è pericolosa! E se le fosse successo qualcosa?”
Il guardiano lo scorta al cancello e lo fa uscire.
“La segnalerò alle Risorse Umane” dice chiudendo la cancellata dietro di lui.
Mario si ritrova in strada.
Guarda il cortile oltre il cancello.
Vicino alle bisarche vede un uomo vestito con un completo bianco che lo fissa.

SCENA 10

Mario è alla linea, i telai scorrono veloci, i robot saldano senza sosta. Ma Mario pensa ad altro. Pensa a stasera quando cercherà di en...

È sera, Mario passeggia verso la macchina, tenendo Sara per mano.
“È stata proprio una bella serata, ne avevi bisogno” dice lei stringendogli la mano tra le sue “ultimamente sei così stressato”.
Mario la guarda.
Sara gli sorride.
Basta così poco per essere felici.
“E poi la moglie di tuo fratello è una cuoca sopraffina, sono stati davvero gentili a invitarci, dovremmo ricambiare”.
Continuano a camminare.
Sara si stringe a lui.
Mario vede la sua macchina e fa scattare l’apertura a distanza.
In quel momento un auto bianca sportiva attraversa veloce la strada, rombando.
L’uomo al volante è vestito con un abito bianco, lancia una lunga occhiata a Mario, poi la macchina scompare dietro l’angolo successivo.
Mario rimane bloccato.
“Cosa succede amore?” chiede Sara preoccupata.
“Hai visto la macchina?”
“Quella bianca? Ma si sarà il solito tamarro, dai andiamo a casa”.
Salgono in macchina e partono.

SCENA 9

È sera, Mario passeggia verso la macchina, tenendo Sara per mano. “È stata proprio una bella serata, ne avevi bisogno” dice lei stringend...

"Ok, possiamo riprendere Willy?"
"Sì, sono pronto, dopo l'attacco effettuato con il cannone Solar Ray, l'intera base passò da allarme giallo ad allarme rosso, fummo fatti uscire con i nostri mobile suit, la nostra squadra era equipaggiata con gli Zaku II."
"Non avevate mezzi più performanti?"
"No, quelli li avevano dati ai piloti con maggiore esperienza, e poi a quel punto della guerra c'era comunque penuria di mezzi, quindi sarebbe andato bene tutto. Venimmo fatti uscire e fummo messi di guardia nel campo S, stazionavamo nei pressi del confine col campo E, quello che era in pratica la via di collegamento con Zeon. Noi ed altre squadre di piloti inesperti eravamo stati assegnati a quella zona, mentre il grosso della flotta presidiava il campo N, dove lo Stato Maggiore prevedeva che si sarebbero concentrati gli attacchi delle forze federali."
"Invece le cose non andarono così."
"Già, l'attacco al settore N era un diversivo, i federali attaccarono anche il settore S, con molte più navi del previsto ed anche coi rinforzi giunti in extremis dalla nostra base lunare di Granada e con la discesa in campo di Char Aznable, non ci fu nulla da fare. Ho visto molti giovani piloti di mobile suit andare incontro alla morte, nel vano tentativo di reggere la linea del fronte che si andava sgretolando."
"Quando inziarono per lei i combattimenti?"
"La mia squadra doveva tenere aperto il collegamento col settore E, quindi per un po' di tempo fummo solo testimoni di quello che accadeva, probabilmente qualcuno delle alte sfere aveva già immaginato che le cose non sarebbero finite bene e voleva tenersi aperta una via di fuga, infatti ad un certo punto mi sembrò di vedere delle navi che lasciavano l'orbita di A Baoa Qu sganciandosi dai combattimenti. In ogni caso la battaglia raggiunse anche la nostra zona di competenza, il settore S era caduto e le navi federali si avvicinavano all'asteroide: ricordo che fummo bersagliati da diversi missili, l'allarme dei sensori di prossimità suonava all'impazzata sovrastando a tratti il comunicatore. Il sergente Huber ci ordinò di aprire il fuoco per intercettare i missili, ricordo che sparai all'impazzata col bazooka da 280 del mio Zaku urlando per scaricare la tensione, ma non riuscii a centrarne nemmeno uno e  fu una fortuna per noi che le particelle Minovsky fossero particolarmente concentrate in quel settore, il sistema di guida dei missili disfunzionò e noi non fummo centrati da quella serie di colpi, altrimenti non sarei qui."
"Ricordo anch'io che in effetti quei missili non erano mai molto precisi."
"Dopo i missili ci attaccò una squadra d'assalto federale, composta da un mobile suit RGM 79 Gm e Rb 79 Ball, quest'ultimi erano mezzi molto piccoli concepiti per essere veloci e colpire con un potente cannone, e ci diedero filo da torcere ma riuscimmo a respingerli comunque. Dopo questo primo assalto eravamo agitatissimi l'adrenalina scorreva a fiumi ed il sergente dovette faticare per tenerci uniti e darci nuovi ordini. Ad un certo punto infatti ricevemmo una comunicazione molto disturbata, che ordinava al personale combattente, di portarsi in prossimità delle rampe di partenza delle astronavi, probabilmente quello era l'inizio della ritirata, almeno quello era quello che io credetti al momento. La rampa di partenza più vicina era nella docking bay numero 23, il sergente ci disse di ripiegare verso la superficie dell'asteroide perchè la rampa di lancio poteva essere raggiunta anche attraverso delle gallerie interne. Stava per dirci come muoverci, ma il suo Zaku venne colpito da un missile ed esplose immediatamente, sentii i pezzi del suo mobile suit urtare contro la corazza del mio, fu terribile!"
"Lasciati a voi stessi alla vostra prima battaglia, come andarono la cose poi?"

6 - SULLA LINEA DEL FUOCO.

"Ok, possiamo riprendere Willy?" "Sì, sono pronto, dopo l'attacco effettuato con il cannone Solar Ray, l'intera ba...

Mario è di nuovo alla linea.
I colleghi chiacchierano mentre i robot saldano i telai.
Mario e Paolo rifiniscono le saldature.
“Tutto bene Mario? Ti vedo un po’ strano ultimamente”.
Mario guarda Paolo.
Perché me lo chiede? Sa qualcosa? Mi ha visto ieri sera?
“Tutto bene”.
Il telefono vibra nella tasca.
“Coprimi un attimo che devo rispondere”.
Si dirige alle macchinette.
Il display segnala “Salvo - Fratello”.
Cavolo non l’ho richiamato.
“Ciao Salvo!”
“Ciao Mario, come va? Sara mi dice che lavori un sacco e che sei un po’ stressato”.
“Guarda stanno succedendo cose strane...”
“Cose strane?”
“Si, i miei colleghi... non so, sta succedendo qualcosa... qualcosa di brutto”.
“Mario sei solo un po’ stressato”.
“No, anche Paolo è strano”.
“Facciamo così, giovedì sera tu e Sara venite a cena da noi, ti aiuterà a distrarti”.
“Va bene, a giovedì”.
Mario torna alla linea, Paolo non c’è, alla sua postazione il seggiolino è sporco con alcune macchie di liquido rossastro e oleoso.

SCENA 8

Mario è di nuovo alla linea. I colleghi chiacchierano mentre i robot saldano i telai. Mario e Paolo rifiniscono le saldature. “Tutto be...

"Mi sta quindi dicendo che A Baoa Qu fu il suo battesimo del fuoco?"
"Sì, esattamente. Ero poco più che una recluta, ma almeno avevo ricevuto un addestramento appropriato, come ebbi modo di scoprire più tardi, ad A Baoa Qu erano stati mandati moltissimi piloti molto giovani e con una preparazione scarsa o quasi nulla, si immagini che il mio comandante di squadra, il sergente Huber, aveva combattuto per la prima volta nella battaglia di Solomon ed era perciò considerato già un veterano!"
"Ecco Willy mi potrebbe raccontare qualcosa della sua squadra, da chi era composta, probabilmente anche i suoi compagni avranno avuto un ruolo impotante negli eventi di cui è stato testimone."
"Certo oltre al sergente Huber, nella mia squadra c'erano anche altri due soldati alle prime armi come me: Christoph Probst e Sophie Scholl. Probst era il più anziano del trio, si era arruolato alcuni mesi prima di noi, ma durante l'addestramento si era ferito gravemente ed era stato in convalescenza per alcuni mesi. Tra noi era il più entusiasta, per qualche motivo che non capirò mai lui amava l'esercito e la vita militare ed avrebbe voluto fare carriera, per questo non appena vedeva un ufficiale faceva di tutto per mettersi in mostra, ricordo che ai tempi lo consideravo un vero idiota. Sophie invece si era arruolata volontaria all'incirca nello stesso mio periodo, prima studiava legge all'università, poi con il peggiorare della situazione aveva deciso di arruolarsi e di dare il suo contributo alla nazione, era una ragazza in gamba con un forte senso del dovere e della disciplina a volte era molto rigida, ma in fondo la capivo, le regole erano per lei un'armatura che la proteggeva dalle paure e dalle insicurezze."
"Come vivevate quei giorni ad A Baoa Qu, prima della battaglia?"
"Tranne Probst eravamo tutti spaventati, anche il nostro sergente lo era, ma cercava di nasconderlo. Io personalmente mi aggrappavo alla speranza che, vista la piega che aveva preso il conflitto nel quale erano morti due figli del Principe Degwin Zabi, ci sarebbe stata un po' più di ragionevolezza e forse si sarebbero potute intavolare delle trattative per la pace o almeno un armistizio. Le mie speranze si sgretolarono il 30 dicembre quando il nostro esercito utilizzò il super cannone Solar Ray per colpire la flotta federale che si dirigeva verso l'asteroide, questo atto segnò il punto di non ritorno del conflitto: non ci sarebbero state trattative se non con una capitolazione totale. Scoprii alcuni mesi più tardi e con profondo dolore che il cannone Solar Ray era stato costruito usando il bunch Mahal, casa mia, il luogo in cui ero nato, trasformato... in strumento di morte..."
"Se vuole facciamo una pausa che ne pensa?"
"... ehm ... sì .. grazie un paio di minuti."
"Va bene fermo le registrazioni."

5 - GLI EVENTI PRECIPITANO.

"Mi sta quindi dicendo che A Baoa Qu fu il suo battesimo del fuoco?" "Sì, esattamente. Ero poco più che una recluta, m...

Mario vuole vederci chiaro, dopo cena saluta Sara e torna allo stabilimento, il cancello è socchiuso, la guardiola vuota ma la luce accesa.
Entra nel cortile.
Tutto è buio e silenzioso, intravede le forme delle bisarche cariche di nuove auto.
Un bagliore rosso attira la sua attenzione in un angolo del cortile.
Si dirige in quella direzione, a fianco al muro c’è una scala di cemento che scende fino a una porta di metallo con i vetri smerigliati, un locale sotto uno dei magazzini.
La luce rossa sembra venire dall’interno.
Mario afferra la maniglia.
Un ricordo lo colpisce, lui è già stato qui, ma non ricorda ben quando, molti anni fa...
Eppure si ricorda di aver già visto questo luogo.
È un luogo familiare.
Afferra la maniglia.
La porta è chiusa a chiave.
Batte sui vetri.
La luce rossa si spegne.

SCENA 7

Mario vuole vederci chiaro, dopo cena saluta Sara e torna allo stabilimento, il cancello è socchiuso, la guardiola vuota ma la luce accesa...

Mario è a casa, Sara sta cucinando una buona cenetta, l’odore gli mette l’acquolina in bocca.
Mentre aspetta guarda il telegiornale.
Una macchina sta venendo estratta da un laghetto vicino ad Avigliana.
“...la macchina è vuota, gli inquirenti sospettano possa trattarsi di un veicolo rubato e poi abbandonato dopo una rapina” commenta la voce fuori campo.
Mario osserva disinteressato.
Poi un dettaglio lo colpisce, a riva, vicino alla macchina grondante, c’è uno scarponcino slacciato.

SCENA 6

Mario è a casa, Sara sta cucinando una buona cenetta, l’odore gli mette l’acquolina in bocca. Mentre aspetta guarda il telegiornale. Una...

"Come andarono poi le cose?"
"Mi fecero degli esami clinici, da cui emerse che ero stato malato avvalorando la scusa che avevo rifilato al servizio di reclutamento, poi mi fecero fare dei test attitudinali strani, sembravano quasi dei giochi, alla fine dei quali io ed altri tre ragazzi, fummo separati dagli altri."
"Un momento, degli strani test ha detto? Senta Willy le devo fare una domanda personale: lei è un newtype?"
"Non lo so con sicurezza e comunque vorrei che di questo fatto non ne facesse menzione nel suo libro, ho la sua parola in merito?".
"Capisco, in fondo è solo un particolare marginale, cancellerò il pezzo in questione dalla registrazione."
"Grazie. Come le stavo dicendo, dopo la somministrazione dei test, io e le altre tre reclute fummo mandati in un'altra stanza e venimmo sottoposti ad altri test, ma questa volta solo due di noi vennero selezionati per dei test successivi, io e un altro ritornammo quindi con il resto della compagnia. Durante tutto il tempo delle selezioni sperai di venire inviato in un corpo non operativo, magari nel corpo tecnico; in effetti sono sempre stato un buon meccanico e pensavo che sarei stato più utile in un ruolo simile. Invece fui mandato al corso per piloti di mobile suit, per molti ragazzi quello sarebbe stato un sogno, al contrario, io, quando ricevetti la notizia della destinazione fui sul punto di scoppiare a piangere!"
"Riuscì a comunicarlo alla sua famiglia?"
"Sì, ebbi però pochissimo tempo per farlo e sentire i miei genitori che cercavano di farmi coraggio mentre trattenevano le lacrime fu straziante... piansi a lungo dopo quella telefonata"
"Come fu il periodo d'addestramento?"
"Fu traumatico, in quasi due mesi fui addestrato a marciare, sparare e pilotare mobile suit: fu tutto estremamente faticoso, sia dal punto di vista fisico che psicologico. La disciplina era ferrea, ed io odiavo fare quel che facevo ma mi fu spiegato chiaramente, che se non imparavo per  bene quel che mi veniva insegnato, sarei sicuramente morto, ed io non volevo morire, perciò andai avanti. Alla fine divenni tutto ciò che non volevo essere: un soldato.
Venni assegnato alla Forza d'Attacco Spaziale ed inizialmente fui destinato alla base sull'asteroide di Solomon, ma prima ancora di poterci arrivare l'asteroide cadde in mano alla Federazione. Noi ricevemmo la notizia dell'accaduto mentre eravamo in viaggio, per questo motivo, il nostro convoglio dopo avere raccolto tutti quelli che si erano ritirati dalla battaglia, fece rotta verso A Baoa Qu."

4 - IN GUERRA!

"Come andarono poi le cose?" "Mi fecero degli esami clinici, da cui emerse che ero stato malato avvalorando la scusa che a...

Mario è di nuovo alla linea di produzione, vede Luca il sindacalista alla macchinetta del caffè, lo raggiunge.
“Ciao Luca”.
“Ecco qua il mio amico Mario, tutto bene?”
“Mmm... si tutto bene tranne per i turni massacranti...”
“Eh lo so ma stiamo lavorando a una gratifica, tieni duro”.
“In realtà volevo parlarti di un’altra cosa”.
“Dimmi”.
“È un paio di sere che trovo il cancello aperto e la guardiola vuota”.
“Ah questo è grave, di questi tempi poi...” Luca fa un gesto con la mano “non preoccuparti andrò in fondo a questa storia, ci penso io”.
Luca butta il bicchiere vuoto.
“Ciao Mario, alla prossima”.
Mentre si allontana Mario nota che Luca ha un grosso mazzo di chiavi alla cintura.

SCENA 5

Mario è di nuovo alla linea di produzione, vede Luca il sindacalista alla macchinetta del caffè, lo raggiunge. “Ciao Luca”. “Ecco qua il...

"Sì Kay, Degwin Sodo Zabi il capo della famiglia Zabi, era uno degli amici più intimi di Zeon Zum Deikun, oltre che un importante esponente del suo stesso partito. Era quindi naturale che il potere passasse a lui, anzi: per certi aspetti la popolazione sgomenta e scioccata per la morte del nostro leader, vide nell'avvento di Degwin un segno di continuità o di stabilità se non altro. La situazione invece cominciò a cambiare e dopo poco tempo  fu sempre peggio..."
"Vorrei approfondire questo argomento se non le dispiace, la gente sulla Terra non ha ancora capito bene che cosa è accaduto in quel periodo tormentato."
"La tanto sperata stabilità non ci fu; innanzitutto alcuni collaboratori di Deikun cominciarono a sospettare  che ci fosse la regia degli Zabi dietro la morte di Deikun. In seguito ci fu un attentato in cui morì Sasro Zabi, uno dei figli di Degwin e da lì in avanti gli Zabi, che si erano precedentemente inseriti in tutti gli organi istituzionali, iniziarono una silenziosa ma efficace epurazione. Tutti i loro oppositori furono messi a tacere o costretti a fuggire, gli stessi figli di Deikun, pare siano stati costretti all'esilio. Nemmeno la Federazione rimase inerte ed iniziò ad inviare mezzi e uomini a Side 3 per sedare le rivolte anti federali che nascevano ogni giorno, molto probabilmente pilotate da uomini vicini alla famiglia Zabi."
"E di tutto questo la popolazione era all'oscuro?"
"Certamente, noi sapevamo solo quello che conveniva sapessimo!"
"Avrete avuto però dei sospetti."
"Alcuni li avevano, mio padre, per esempio, quando la Repubblica di Side 3 voluta da Deikun  venne trasformata in Principato di Zeon, con Degwin Zabi come capo supremo, iniziò a temere seriamente che il prossimo passo sarebbe stato una guerra; la tensione fra Zeon e la Federazione era altissima. Quando poi alcuni cadetti dell'accademia militare di Zeon, guidati da Garma Zabi, attaccarono un'installazione militare federale come rappresaglia, a causa di un incidente tra una nave militare federale ed una nave civile di Side 3, mio padre mi mandò a nascondermi da alcuni amici in un altro bunch. Sapeva che presto sarei diventato maggiorenne e sarei entrato nelle liste di coscrizione militare e voleva evitare a tutti i costi che io potessi essere coinvolto in una guerra."
" E lei che ne pensava?"
"Le ripeto, oggi come allora io detesto la violenza e la guerra!"
"Che accadde?"
"Lasciai casa mia per andare dove mi era stato ordinato: da amici di famiglia che avevano anch'essi  un figlio che studiava altrove e mi alloggiarono dunque nella sua stanza.
Alcune settimane dopo scoppiò la guerra. All'inizio nessuno notò la mia latitanza,  Zeon aveva abbastanza uomini per allestire un esercito ed io uscivo di casa il meno possibile, per non destare sospetti. Certo non era una vita facile; mi ammalai persino, ma non fu del tutto un male come presto avrà modo di capire...
...Comunque dopo i primi giorni, in cui la macchina della propaganda continuava ad esaltare le brillanti vittorie del Principato, molti altri giovani si arruolaro volontariamente sull'onda dell'entusiasmo: tutti volevano combattere e diventare degli assi come il maggiore Char Aznable, ma ben presto quella situazione idilliaca svanì. Cominciarono ad arrivare notizie da coloro che tornavano in licenza dal fronte, certo, nessuno poteva lamentarsi apertamente, ma piano piano l'idea che la gente aveva della guerra d'indipendenza iniziò a mutare ed il desiderio di combattere diminuì sensibilmente. Col passare del tempo le ingenti perdite che avevamo subito non poterono più essere nascoste all'opinione pubblica. L'esercito aveva un bisogno disperato di uomini, la renitenza al servizio militare divenne allora un reato grave e sia la polizia, sia la Guardia Reale, ossia il servizio segreto, si misero a cercare senza sosta tutti i giovani maggiorenni che non si erano ancora presentati all'arruolamento. Iniziarono a diventare molto aggressivi e a fare forti pressioni sulle famiglie, per questo non me la sentii più di continuare a nascondermi ed esporre la mia famiglia e quella che mi stava ospitando a dei gravi rischi: perciò a metà del mese di ottobre, con la morte nel cuore mi recai, di mia iniziativa, al centro di reclutamento e così inziò la mia guerra."

3 - NASCITA DI UNA DITTATURA.

"Sì Kay, Degwin Sodo Zabi il capo della famiglia Zabi, era uno degli amici più intimi di Zeon Zum Deikun, oltre che un importante e...


È sera, Mario ha fatto di nuovo tardi, ma questa volta c’è anche Paolo.
“Andiamo al pub qua davanti a farci una birra” propone l’amico.
“Dai volentieri”.
Escono nello spiazzo antistante all’officina, solo tre macchine sono presenti nel parcheggio interno, la Punto di Mario, la Panda di Paolo e una macchina sportiva bianca.
“E quella di chi è?”
“Bho? A giudicare dal modello di qualche dirigente”.
“Ma siamo gli ultimi, non c’è più nessuno”.
“Ma sai che quelli sono strani, l’avrà lasciata qui e sarà andato con qualche suo amico”.
“Si può essere...”
Si dirigono all’uscita, la guardiola è vuota ma il cancello è aperto.
Ma di nuovo! Domani mi farò sentire.
I due amici prendono le auto e si dirigono verso il pub.

SCENA 4

È sera, Mario ha fatto di nuovo tardi, ma questa volta c’è anche Paolo. “Andiamo al pub qua davanti a farci una birra” propone l’amico. ...

Mario è a casa, si sdraia a fianco a Sara.
“Scusami amore, Paolo mi ha fatto fare tardi”.
“Come mai non mi hai richiamata?” bofonchia Sara mezza addormentata.
Mario prende il cellulare, il led delle notifiche riluce rosso invece del solito azzurro, apre e ci sono due chiamate perse della moglie e una del fratello Salvatore.
“Scusami non le avevo viste”.
“Tu lavori troppo” borbotta Sara, poi lo abbraccia e si riaddormenta.

SCENA 3

Mario è a casa, si sdraia a fianco a Sara. “Scusami amore, Paolo mi ha fatto fare tardi”. “Come mai non mi hai richiamata?” bofonchia Sa...

"Allora Kai, mi dica cosa vuole sapere?"
"Beh Willy, innazitutto una sua breve presentazione, chi è, com'è finito al fronte ed inoltre mi interesserebbe una breve panoramica, ovviamente dal suo punto di vista, su com'era la sua vita a Zeon prima della guerra."
"Accidenti, c'è molto di cui parlare, va bene, risponderò a tutto. Mi chiamo Willy Graf e sono nato a Side 3 il 18 gennaio dell'anno 61 dell'Era Spaziale nel bunch di Mahal. La mia era la tipica famiglia della classe media, ero figlio unico, visto il problema del sovraffollamento i miei genitori non mi diedero fratelli o sorelle, ma tutto sommato ho avuto un'infanzia felice. Ero e sono tutt'ora una persona tranquilla che detesta la violenza, e le sembrerà un contrasto non da poco il fatto che abbia indossato la divisa dell'esercito, ma spero che dopo che avrò raccontato la mia storia lei possa capire."
"Sono qui per questo, vada pure avanti!"
"Io e la mia famiglia, come del resto la maggior parte della popolazione di Side 3, eravamo a favore dell'indipendenza dalla Federazione Terrestre,  vede: la mia era già la seconda generazione nata nello spazio, mia madre apparteneva alla prima, mentre mio padre era emigrato nello spazio all'età di due anni, non avevamo mai visto la Terra se non in tv o in una fotografia, per noi era un luogo lontano, da cui ci sentivamo esclusi, la nostra casa era Side 3, era Mahal. Noi volevamo l'indipendenza dalla Federazione, ma cercavamo ottenerla attraverso il confronto politico, come prevedeva il programma del nostro leader politico Zeon Zum Deikun, prima che morisse prematuramente, poi invece..."
"... arrivarono gli Zabi!"

2 - L'INTERVISTA.

"Allora Kai, mi dica cosa vuole sapere?" "Beh Willy, innazitutto una sua breve presentazione, chi è, com'è finito al fro...

È sera, Mario si dirige all’uscita, guarda il cellulare, è mezzanotte.
Raggiunge la porta dell’officina, è l’ultimo.
Spegne le luci, fa per aprire la porta ma è aperta.
Strano, l’avrà dimenticata qualcuno.
Esce, un grosso mazzo di chiavi è nella toppa esterna.
I soliti distratti, meglio portarlo ai guardiani.
Prova a sfilarlo ma rimane incastrato.
Pazienza.
Attraversa il cortile dove le bisarche sono parcheggiate silenziose, piene di auto nuove.
In giro non c’è nessuno.
Raggiunge la guardiola ma il guardiano non c’è.
Il cancello che da sulla strada è socchiuso.
Mario è stanco, passa il badge e sale sulla sua Punto.

SCENA 2

È sera, Mario si dirige all’uscita, guarda il cellulare, è mezzanotte. Raggiunge la porta dell’officina, è l’ultimo. Spegne le luci, fa ...


Side 3. 30 novembre anno 96 dell'era spaziale.

Il piccolo taxi van si ferma esattamente nel punto indicato sulla mappa del navigatore automatico, dalla vettura scende un individuo alto magro con un mezzo sorriso stampigliato sulla bocca, indossa un impermeabile corto blu sopra un completo bianco. L'uomo imbocca la strada camminando lentamente e seguendo le istruzioni del suo palmare, ad un tratto un paio di grossi goccioloni cadono sul suo impermeabile. "Accidenti" pensa colto alla sprovvista "devo trovare un posto dove... ecco laggiù!" Rapidamente l'uomo corre sotto la pensilina della fermata dell'autobus, appena in tempo per evitare di venire investito da un improvviso acquazzone. "Caspita avrei dovuto ricordarmi che nei bunch questi acquazzoni improvvisi sono frequenti!" pensa osservando serafico la pioggia cadere.
Dopo pochi minuti veloce com'era iniziata la pioggia cessa di colpo. Con passo rapido l'uomo si dirige lungo il piccolo viale alberato che conduce ad un enorme complesso abitativo a forma di croce. Durante il cammino rilegge le informazioni contenute nel suo palmare, confrontandole ogni tanto colla mappa del programma di navigazione, ad un certo punto si ferma di fronte all'entrata del complesso davanti ad un display, inserisce un nominativo e sul video appaiono le informazioni dell'indirizzo. "Eccoci qua: complesso abitativo 15, blocco est, appartamento 123 al 3° piano. Perfetto, e sono anche in orario... sto diventando puntuale!" Il sorriso sarcastico gli si allarga sulla bocca, mentre si dirige verso il blocco est dell'imponente costruzione. Una volta giunto all'entrata del blocco, l'uomo si avvicina al videocitofono, ed inserisce il nominativo della persona cercata, l'apparecchio emette un suono basso e ritmato e dopo pochi secondi sul video appare il volto di un signore sui trent'anni dalla barba lunga ma curata:, "Buongiorno sono Kai Shiden, è lei il signor Graf?" chiede il visitatore presentandosi, l'uomo dalla parte del video accompagna la sua risposta con un cenno del capo: "Sì, sono io Mr. Shiden la stavo aspettando, prego terzo piano appartamento 123".
Dopo pochi minuti Kai Shiden viene accolto dal signor Graf all'interno del suo appartamento, il luogo è pulito ed ordinato, nonostante i segni lasciati dal tempo siano ben visibili su alcuni mobili.
"Stavo preparando del te, ne vuole un po' Mr. Shiden?"
"Ehm sì grazie signor Graf, ma mi chiami pure Kai se preferisce."
"Va bene Kai, allora mi chiami pure Willy."
"Perfetto senta ancora un favore, posso fumare?"
"Non in casa, abbiamo un balconcino riparato può fumare lì, mia moglie su questo è tassativa, abbiamo un figlio piccolo."
"Certo capisco, a proposito sua moglie è in casa?"
"No, è uscita col piccolo, starà fuori quasi tutto il pomeriggio."
"Sua moglie per caso non ha piacere di sentire parlare di certi argomenti?"
"Se è per questo nemmeno io sono a mio agio a parlarne, anche se sono passati ormai più di 15 anni."
"Comprendo il suo stato d'animo Willy, ho combattuto anch'io."
"Ah, anche lei è un reduce quindi, beh allora per quale motivo non scrive un libro autobiografico? Lei faticherebbe di meno ed il suo editore non dovrebbe spendere così tanti soldi per pagare le interviste ad altri reduci."
"La mia intenzione è quella di scrivere un libro, che tratti la vicenda della guerra da più punti di vista possibile, e poi il mio editore non è uno spilorcio, a proposito ad intervista terminata provvederò ad inviare il compenso pattuito sul suo conto. Quanto al resto, se per lei è davvero difficile parlare delle vicende della guerra, perché ha accettato questa intervista? Non credo sia solo una questione di soldi c'è dell'altro, vero?"
"Sarei un'ipocrita se le dicessi che i soldi non c'entrano, ma quello che mi ha spinto a farlo penso sia la curiosità, volevo capire perché dovrebbe interessarle tanto la storia di un soldato semplice di Zeon?"
"Anche un soldato semplice può avere qualcosa d'interessante da raccontare, e poi nel mio libro una sezione è dedicata alla battaglia di A Baoa Qu, lei ha combattuto quella battaglia e non ci sono molti reduci di Zeon ancora in vita per potersene vantare, quindi..."
"Una domanda Kai, anche lei ha combattuto ad A Baoa Qu?"
"Si, ma ero dall'altra parte, e francamente, in troppi hanno già parlato di quella vicenda dal punto di vista del vincitore, non potrei scrivere un altro libro del genere, avrei troppa concorrenza e non ne venderei neppure una copia!"
"Già, beh ora che ci siamo chiariti, direi che è il momento di iniziare, che ne dice?"
"Certo, accendo solo il registratore del palmare ed incominciamo!"

1 - UNA STORIA DA RACCONTARE

Side 3. 30 novembre anno 96 dell'era spaziale. Il piccolo taxi van si ferma esattamente nel punto indicato sulla mappa del navigatore...

Mario si dirige alla linea di produzione.
“Ciao Mario”
“Ehi ciao, secondo turno?”
“Si esco alle dieci anche stasera, maledetti incentivi alla rottamazione”.
Mario saluta qualche altro collega e raggiunge la linea.
Li c’è Paolo, collega e amico fin da quando erano ragazzini.
“Come sta Giovanni?” chiede Mario.
“Mi hanno detto sta bene ma per un paio di mesi sarà in infortunio”.
“Son contento per lui ma significa turni doppi per noi” borbotta Mario.
Nota qualcosa in un angolo, uno scarponcino slacciato.
“E quello?” chiede.
Paolo guarda “Bho? L’avrà lasciato qualcuno del primo turno”.
Mario si avvicina alla catena di montaggio, Paolo sta pulendo i rulli.
Vede una sostanza oleosa e rossastra, Paolo la sta pulendo con un panno umido.
“Per quando ne hai?”
“Eh dammi ancora qualche minuto che voglio tutto perfetto prima di far ripartire la catena”.

SCENA 1

Mario si dirige alla linea di produzione. “Ciao Mario” “Ehi ciao, secondo turno?” “Si esco alle dieci anche stasera, maledetti incentiv...

Anno 2070 una data che rappresenta un punto di svolta nella storia dell'umanità: i governi riuniti della Terra si trovano di fronte ad una situazione estremamente difficile, l'ecosistema del pianeta è al collasso, sovrappopolazione ed inquinamento sono arrivati a livelli estremi e continuare in questo modo significherebbe la totale distruzione del pianeta e la fine del genere umano.
I governanti del pianeta prendono così la decisione di lanciare un ardito piano di colonizzazione dello spazio, per dare un futuro ed una casa ad un consistente numero di terrestri e nel contempo una speranza di risanamento al pianeta in difficoltà.
La prima conseguenza di questa svolta epocale è il cambio del calendario: il 2070  A.D. diventa l'anno 1° dell'Era Spaziale (Universal Century).
Nell'arco di cinquant'anni miliardi di persone lasciano il pianeta Terra e si trasferiscono nello spazio, in colonie orbitanti formate da cilindri rotanti lunghi 40 kilometri e larghi 6, detti "Bunch" i raggruppamenti di bunch vengono chiamati "Side" e stazionano intorno alla Terra in zone chiamate: "Punti di Lagrange" dove non sono sottoposte alle forze gravitazionali degli altri corpi celesti. Vengono realizzati in tutto sette side, che diventano la casa delle nuove generazioni di esseri umani nati nello spazio: gli spazianoidi, che poco o nulla sanno del pianeta Terra e verso il quale nutrono un sempre minore attaccamento. Sul pianeta Terra intanto le nazioni si sono unite in un unico organismo politico sovrannazionale: la Federazione Terrestre.
Nel gennaio dell'anno 79 dell'era spaziale il gruppo di colonie di Side 3, precedentemente autoproclamatosi Principato di Zeon sotto la guida della famiglia Zabi, annuncia la propria indipendenza dalla Federazione Terrestre e nel contempo dichiara guerra a quest'ultima ed a tutti i suoi alleati, ha così inizio la "Guerra di un anno"!
Questo spaventoso conflitto che in poco tempo spazza via la metà dell'intera razza umana, vede impiegare per la prima volta nuovi strumenti bellici e nuove tattiche. Il primo strumento sono le particelle Minovsky, un sottoprodotto dei nuovi reattori a fusione, che riducono l'efficacia dei sensori e bloccano le comunicazioni a lungo raggio, il secondo sono i mobile suits, dei robot antropomorfi di dimensioni ragguardevoli, circa 18 metri, pilotati da un solo uomo ed in grado di colpire con estrema velocità e potenza le più lente ed ingombranti navi spaziali. Il primo ad utilizzare questi nuovi strumenti bellici è il Principato di Zeon, che durante la prima settimana di guerra elimina, sebbene a caro prezzo, la maggior parte delle forze Federali nello spazio, riuscendo persino ad invadere successivamente una buona parte del pianeta Terra.
Ben presto però anche la Federazione padroneggia le stesse tattiche del nemico e sviluppa anch'essa i propri mobile suits. In particolare il modello RX 78-2 Gundam, pilotato dal giovane e capace pilota Amuro Rey, fornisce un importante contributo nella lotta contro il Principato.
Durante il conflitto viene inoltre fatta un'importante scoperta: la razza umana si sta evolvendo verso un nuovo tipo d'individuo: i Newtype, esseri umani con facoltà mentali superiori alle persone comuni, che verranno arruolati per sfruttarne le capacità in ambito bellico.
Il terribile conflitto si protrae per tutto l'anno 79 dell'Era Spaziale terminando il 1 gennaio dell'anno successivo, dopo la sanguinosa battaglia presso l'asteroide fortezza di A Baoa Qu, con la vittoria della Federazione Terrestre.

0 - PROLOGO: UN PO' DI STORIA DAL FUTURO

Anno 2070 una data che rappresenta un punto di svolta nella storia dell'umanità: i governi riuniti della Terra si trovano di fronte ...

Ed eccoci arrivati alla fine di questo primo breve racconto basato su Touched by Evil.
Come promesso ecco il link per leggere l'actual play con i commenti dell'autore del gioco: vi accorgerete di come ci siano stati parecchi errori dovuti al fatto che per tutti noi era la prima partita in assoluto a TbE, ma anche di come questi errori non abbiano inficiato la buona riuscita della storia.


La mia personale esperienza con TbE è stata molto positiva: è un gioco che mantiene ciò che promette, e con un framing abbastanza aggressivo consente nel giro di 3 ore o poco più di portare a casa una storia inquietante fatta e finita.
Grazie quindi ad Alessandro Piroddi, l'autore, per aver sfornato questa chicca.
Grazie ai giocatori che assieme a me hanno collaborato a raccontare l'angosciante vicenda di Franco (you know who you are!).

Approfitto di questo post anche per un per un paio di segnalazioni di servizio.
Come avrete notato ho aperto una pagina Facebook del blog. Sebbene il cuore della piattaforma rimane e rimarrà qui, Facebook è un incredibile veicolo di comunicazione per far conoscere le storie che vengono scritte qui.
L'idea è quella di pubblicizzarlo in modo più energico nel prossimo futuro, ma nel frattempo serve creare un minimo di massa critica che parta da noi aficionados.
One Shot è cresciuto e sta crescendo, con più autori e più storie. Ognuno di noi ha amici potenzialmente interessati a seguire i nostri racconti, ma che magari per pigrizia o dimenticanza non visitano spesso il blog. Facebook rende facile l'accesso ai post.
Per cui, mipiacciate la pagina dal badge qui a fianco e invitate i vostri amici, conoscenti, familiari e animali domestici a fare lo stesso!
Le vostre storie ringraziano, meritano di essere lette! :)
(PS: se qualcuno volesse offrirsi per un aiuto nell'amministrazione della pagina e/o per l'amministrazione su altri social, faccia un fischio! Mi farebbe davvero piacere e... ce n'è bisogno!)

Concludo con "quello che bolle in pentola", e cioè ben 2 (e dico DUE) storie in partenza questa settimana!
Mr. Mist ci porterà con GUS nell'universo Gundam, mentre Nicholas folgorato sulla via di Damasco da Touched by Evil ci propone la sua prima one shot giocata al tavolo solo pochi giorni fa!


Buona lettura!

RINGRAZIAMENTI

Ed eccoci arrivati alla fine di questo primo breve racconto basato su Touched by Evil. Come promesso ecco il link per leggere l'actua...

Franco ferma il maggiolone in una piazzola lungo la provinciale. Non ha ancora incrociato nemmeno una macchina. Deglutisce. Non c’è nessun posto dove può fuggire. Forse questa è la notte in cui tutto finisce. Forse durerà di più, ma è solo questione di tempo.
La sua vista segnata ne è testimonianza, il Male è anche dentro di lui…
Osserva i suoi occhi nello specchietto retrovisore, infossati e acquosi. Un secondo graffio giallognolo sta già comparendo nel suo campo visivo.
Forse… forse ha ingerito acqua quando ha fatto la doccia… forse è stato infettato ancora prima, il giorno dell’incidente…
Franco esce dal maggiolone e urla la sua disperazione prima di mettersi a correre sotto la pioggia battente.
Corre a lungo riprendendo coscienza di sé solo dopo un tempo indefinito. Fradicio fino alle ossa si rende conto di aver perso lucidità mentale.
Pensa alla sua vita, a Sara, a Giada, ma i loro volti sono nebulosi.
I ricordi frammentari.
Si dispera prima di un ulteriore oblio. Si dispera nella consapevolezza di non essere più padrone di sé stesso. Si dispera mentre diventa uno di Loro.

SCENA 33

Franco ferma il maggiolone in una piazzola lungo la provinciale. Non ha ancora incrociato nemmeno una macchina. Deglutisce. Non c’è nessun...